Il progetto

SSI“La società sportiva ideale” è un progetto promosso dall’Uisp Emilia Romagna in collaborazione con i Comitati di Ferrara, Piacenza e Rimini e finanziato nell’ambito degli interventi previsti dall’accordo di programma quadro denominato “Giovani evoluti e consapevoli” (APQ GECO) della Regione Emilia Romagna nel triennio 2007-2009.

L’iniziativa è nata da un’esperienza che l’associazione “Il corpo va in città” ed il Comitato Uisp di Ferrara avevano attivato con il Comune estense in alcune scuole superiori del territorio le quali, in due anni di lavoro, hanno avviato una riflessione e uno studio del mondo sportivo e del rapporto tra i giovani e lo sport. A partire da questa esperienza, il progetto regionale si è basato sull’idea di far divenire i ragazzi delle province di Ferrara, Piacenza e Rimini “osservatori” dello sport, attraverso il monitoraggio e la valutazione di procedure, metodi e organizzazione delle società sportive presenti sul territorio e tramite la costruzione di strumenti di indagine e di confronto con il mondo sportivo in genere, per arrivare fino alla vera e propria progettazione di una società sportiva che fosse il più vicina possibile ai loro interessi ed alle loro esigenze.

In tal senso, “La società sportiva ideale” si caratterizza come una ricerca-azione qualitativa e quantitativa di secondo livello, avviata a Ferrara nel 2007 in due istituti superiori ed estesa negli anni successivi a Piacenza e a Rimini in altrettante scuole. La ricerca ha complessivamente coinvolto come attori o intervistati circa 700 adolescenti.

Gli obiettivi del progetto sono stati molteplici:

  • delineare la configurazione di una società sportiva che risultasse accogliente, facilitante l’aggregazione e includente;
  • definire alcune linee guida per l’organizzazione e la gestione di una società sportiva;
  • riqualificare l’offerta sportiva rendendola più consona al bisogno di aggregazione tra i giovani;
  • fornire nuovi criteri gestionali e organizzativi nell’agenda delle società.

La finalità generale era quella di verificare come una società sportiva così configurata potesse rispondere alle problematiche aggregative dei giovani anche nell’ottica di combattere il “drop out” e il “burn out” sportivi.

Questi sono stati i principi guida del percorso di lavoro, attualmente in via di conclusione, che ha adottato una metodologia partecipativa che ha consentito di coinvolgere i giovani, stimolandoli a far sentire in modo organizzato la propria voce e responsabilizzandoli nella raccolta delle diverse indicazioni affinché potessero essere di reale utilità alle azioni formative che hanno accompagnato le attività.

Da una prima fase di laboratori in classe e workshop, in cui i ragazzi hanno svolto “role-play”, simulazioni, studio di casi e discussioni su parole chiave, si è giunti alla costruzione di un questionario che i giovani stessi hanno somministrato ai propri coetanei. I risultati dell’indagine hanno così delineato quattro tipologie di profili (agonista, amatore, sportivo che ha abbandonato, sedentario) che, uniti alle considerazioni specifiche sulle società sportive emerse nei laboratori in classe, hanno disegnato la visione giovanile del mondo sportivo. Una particolare sezione di domande ha, inoltre, indagato i valori e i disvalori dello sport per i giovani e i loro stili di vita.

I risultati di questo lavoro sono stati poi presentati e condivisi, in particolare a Ferrara, con alcune società sportive con settore giovanile, al fine di avviare un dialogo e un confronto che potesse portare all’identificazione di strategie che rispondessero alle esigenze emerse e alle problematiche individuate.

Ultimo step del progetto sarà la realizzazione di un convegno finale, in cui il lavoro sarà presentato a livello regionale. Questo appuntamento non costituirà solo la conclusione di un percorso, ma sarà un’occasione di riflessione e confronto sulle tematiche descritte, attraverso il coinvolgimento degli enti locali e delle società che più sono interessate al mondo giovanile.

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